L’essere umano dovunque si trovi non va mai isolato, non va mai chiuso, non va mai oggettivizzato, non va mai bloccato ma va sempre dialettizzato, cioè dialogato sulla realtà….primordiale è la realtà psichica…..dialettizzaziamo, dialettica è dialogo che legge la realtà umana, UMANA!
Massimo Marà Psichiatra del Santa Maria della Pietà nel 1968
Non so quanti di voi NON sanno cosa sia l'ellettroshock, è una pratica disumana che in passato veniva usata con molta disivoltura all'interno dei manicomi o negli ospedali per ammanzire le persone difficili.
dopo la legge 180 e la chiusura dei manicomi questa pratica venne vietata, per tornare successivamente ed essere usata contro le depressioni e le manie suicide...
solo che, gli effetti devastanti sono sconosciuti a medici e psichiatri.
alcuni di questi effetti collaterali sono croci sulle spalle di moltissime persone che hanno subito una violazione gravissima alla loro dignità e alla loro personalità.
qui di seguito due video (prima e seconda parte) che raccotano l'ex manicomio di roma, santa maria della pietà, che un amico ci ha fatto avere
la fonte è:
http://www.laprospektiva.com
i video sono questo e questo
DAVVERO TRISTE VEDERE COME LA STORIA A VOLTE NON INSEGNI, E COME I DIRITTI DELL'UOMO VENGANO VIOLATI IN UNO STATO COME IL NOSTRO
ecco cosa dice il portale di psichiatria, sull'elettroshock
http://www.psichiatria24x7.it/
Terapia elettroconvulsivante (ECT) o elettroshock
La terapia elettroconvulsivante (ECT), chiamata anche elettroshock, viene utilizzata soprattutto quando le altre cure hanno dato risultati insoddisfacenti o nell'eventualità in cui non sia possibile attendere che il farmaco faccia effetto (cioè se il paziente rischia di suicidarsi). L'ECT è efficace per le persone affette da depressione grave e agisce rapidamente.
L'ECT consiste in una breve applicazione di stimoli elettrici per produrre una breve convulsione generalizzata. Non è ancora stato chiarito come e perché l'ECT funzioni, né quali siano gli effetti delle convulsioni sul cervello. Negli anni '40 e '50 questo trattamento veniva utilizzato soprattutto per le persone con gravi malattie mentali. Oggi viene usata per trattare i pazienti con depressione grave, mania acuta o alcune forme di schizofrenia.
L'elettroshock può essere utile nei seguenti casi
Depressione grave con insonnia (problemi di sonno), alterazioni del peso corporeo, senstimenti di disperazione o di colpa, pensieri suicidi od omicidi.
Depressione grave che non risponde agli antidepressivi (farmaci usati per la cura della depressione).
Depressione grave nei pazienti che non possono assumere antidepressivi.
Mania grave (eccessiva loquacità, insonnia, perdita di peso e comportamenti impulsivi) che non risponde ai farmaci.
L'ECT viene effettuato tramite una serie di trattamenti, circa tre volte alla settimana per 2-4 settimane. Prima del trattamento viene effettuata un'anestesia generale e somministrati farmaci per rilassare i muscoli. Gli elettrodi vengono quindi collegati alla cute della testa e si applica una corrente elettrica che provoca una breve convulsione. Il paziente si risveglia qualche minuto dopo senza ricordarsi degli avvenimenti durante il trattamento. Al pari degli altri trattamenti antidepressivi, è spesso necessario continuare la terapia con farmaci o con occasionali ECT, per impedire che la depressione si ripresenti.
Per massimizzare i benefici dell'ECT, è essenziale che la malattia del paziente sia diagnosticata accuratamente e che i possibili rischi ed effetti collaterali siano valutati in confronto a quelli di altre terapie. Gli effetti collaterali più comuni sono: perdita temporanea della memoria a breve termine, nausea, dolori muscolari e mal di testa. A volte si verificano alterazioni della pressione sanguigna e del battito cardiaco; in questo caso vengono monitorate durante l'ECT e curate immediatamente. Generalmente gli effetti collaterali dell'ECT non hanno una lunga durata.
L'uso di questa terapia è ancora molto discusso, soprattutto per quanto riguarda la sua efficacia e gli effetti collaterali. Il timore che possa provocare una perdita permanente della memoria e uno stato confusionale porta molti esperti a prescrivere questo tipo di trattamento solo come ultima risorsa. Mentre alcuni studi hanno dimostrato un miglioramento dell'80% nei pazienti con depressione grave sottoposti a questo trattamento, altri studi indicano che i casi di ricadute sono frequenti, anche nei pazienti che proseguono la cura con i farmaci.
da un altro sito....
http://www.blogosfere.it/
Qualcuno vola ancora sul nido del cuculo
La terapia elettroconvulsiva, più nota come elettroshock, ha quasi settant’anni ed è stata a più riprese rappresentata, nei film e nella letteratura, come barbara e inumana. Fu sviluppata nel 1930 da un neurologo italiano, Ugo Cerletti, e somministrata a pazienti svegli, causando loro la perdita di coscienza e l’esperienza di violenti e incontrollati movimenti muscolari che qualche volta fratturavano le ossa.Veniva usata spesso in pazienti senza il loro consenso, o almeno senza un consenso informato e applicata a tutti i tipi di disturbi emotivi, inclusa la schizofrenia. Era inoltre largamente usata negli ospedali per punire o sedare pazienti “difficili”. Sebbene questo passato non felice sia ancora presente nell’immaginario collettivo, pochi sanno che oggi l’elettroshock è una terapia ancora utilizzata, ma con modalità differenti e con diverse limitazioni.Dopo un declino precipitoso avvenuto negli anni ’60, quando si resero disponibili farmaci psicoattivi, dal 1980 l’elettroshock è tornato alla ribalta, in particolare per la cura della depressione e del disturbo bipolare e limitatamente alle seguenti circostanze:quando è necessaria una remissione rapida di una depressione severa o con tendenze suicidarie.quando la depressione è complicata da psicosi o catatoniaquando gli antidepressivi e la psicoterapia falliscono quando gli antidepressivi non possono essere usati in sicurezza ad esempio durante la gravidanza. quando la mania o il disordine bipolare non rispondono alla terapia farmacologia.Non esistono statistiche ufficiali, ma gli esperti stimano che negli Stati Uniti più di 100.000 pazienti ogni anno siano sottoposti ad elettroshock. I cambiamenti più importanti avvenuti negli ultimi anni riguardano l’uso dell’anestesia e di rilassanti muscolari prima della somministrazione, che consentono una convulsione di 30 secondi limitata al cervello, senza che si producano movimenti muscolari. Non si verifica così alcun danno fisico e il pretrattamento non lascia alcun ricordo della terapia stessa. Anche l’entità della corrente usata oggi è più bassa e l’impulso elettrico più breve, circa due secondi. Questo riduce il rischio di confusione e perdita di memoria post trattamento. Benchè si verifichino ancora, in alcuni pazienti, perdite di memoria, oggi il rischio più serio legato all’elettroshock è quello dell’anestesia. La maggiorparte dei pazienti richiede una serie da sei a otto trattamenti, somministrati lungo l’arco di diverse settimane.Ad ogni modo non è universalmente efficace: circa tre quarti dei pazienti rilevano almeno un temporaneo sollievo dei sintomi più debilitanti, mentre il restante quarto non ne ricava alcun vantaggio o addirittura peggiora. Nonostante la sua lunga storia nessuno sa come l’elettroshock agisca nell’alleviare i sintomi della depressione o della mania. Alcuni ipotizzano che esso metta ordine nel rilascio di neurotrasmettitori, favorendo un aumento di sostanze come la serotonina, altri che agisca come un pacemaker del cervello interrompendo circuiti negativi. Il vantaggio dell’elettroshock è la sua velocità, soprattutto se confrontata a quella degli antidepressivi che possono aver bisogno di 6 settimane per alleviare una depressione severa. Ma, è importante sottolinearlo, l’elettroshock non è la cura d’elezione per la depressione. E’ una sorta di ultima spiaggia per depressioni altrimenti impossibili da trattare. Buona parte dei pazienti, ricordiamolo all’infinito, migliora con la terapia cognitivo-comportamentale e/o con gli antidepressivi.Gli effetti collaterali più comuni della terapia elettroconvulsiva sono il mal di testa, i dolori muscolari, la confusione mentale, e la perdita della memoria a breve termine che solitamente migliora in un periodo che va da alcuni giorni ad alcuni mesi. Secondo l’ American Psychiatric Association, non ci sono evidenze che l’elettroshock causi danni cerebrali. L’abuso della procedura è comunque strettamente sconsigliato. Oggi meno del 2% dei pazienti ospedalizzati in strutture psichiatriche riceve elettroshock, ma correttamente usato può essere un salvavita.Allo studio ci sono nuove e inedite applicazioni che sembrano promettenti: è di queste ore la notizia di buoni risultati per la cura dell’emicrania intrattabile.Fonte : NYTimes Perchè chiunque possa farsi un'autonoma opinione su questo trattamento può essere utile la consultazione del database PubMed sull'argomento o di questo sito che raccoglie le risorse più autorevoli presenti su internet.
15 dicembre 2007
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3 commenti:
Mostriciattolo alieno, appoggio in pieno le tue preoccupazioni, spero che, chi di competenza si possa mobilitare...non credo che tutta la psichiatria sia corrotta, ma che lo è lo stato, questo lo credo da quando sono nato
Rosario
http://angeli-alieni.blogspot.com/
il tuo blog e molto interessante e mai banae...ti invito a vedere il mio!!!
grazie amico!
Post da non perdere...ora lo recupero con calma nei giorni vacanzieri. Brava sempre mostricciattolo, anche se e' amaro ogni volta tornare a riflettere su quanto cammino ancora attenda...
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