17 marzo 2009

il Papa lo sa cosa c'è in Africa?


A CHI MUORE DI FAME O DI AIDS, QUANTO CAZZO IMPORTA DA UNO A DIECI DI FINIRE ALL'INFERNO PER AVER USATO IL PRESERVATIVO????

YAOUNDÉ - Benedetto XVI è arrivato nel pomeriggio a Yaoundé, capitale del Camerun, prima tappa del viaggio in Africa dove si fermerà una settimana. E' la sua prima visita nel continente africano, la terza di un pontefice dopo Paolo VI (che si recò solamente una volta in Uganda) e Giovanni Paolo II che invece andò 16 volte e visitò 42 dei 53 Stati del continente. Appena sceso dalla scaletta dell'aereo, Benedetto XVI è stato accolto dal presidente del Camerun, Paul Biya, che indossa un elegante completo nero, e dalla moglie Chantal Biya, che veste un vestito rosa con cappello. La banda musicale ha eseguito i due inni, quello vaticano e quello camerunense, prima dei discorsi del Papa e di Biya. Durante il viaggio il Pontefice ha parlato con i giornalisti affrontando le questioni e i temi che affronterà in questa visita. A cominciare dall'epidemia di Aids che "non si può superare con la distribuzione dei preservativi che, anzi aumentano i problemi". Il Papa ha indicato come unica strada efficace quella di un "rinnovo spirituale e umano" nella sessualità. Il Papa ha ricordato che la chiesa cattolica fa tanto in Africa contro l'Aids. "E' una tragedia che non si può superare solo con i soldi, non si può superare con la distribuzione di preservativi, che anzi aumentano i problemi". Serve invece, ha proseguito, un comportamento umano morale e corretto e una grande attenzione verso i malati: "soffrire con i sofferenti". Papa Ratzinger ha poi definito ridicolo il "mito della sua solitudine". "Non mi sento solo in alcun modo", ha aggiunto dicendo di essere circondato da amici, collaboratori e vescovi. Il Papa ha risposto a una domanda sulla sua presunta solitudine dopo la crisi scoppiata in Vaticano dopo la revoca della scomunica ai vescovi lefebvriani.
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Il Papa ha poi detto che la chiesa in Africa è vicina ai poveri e ai sofferenti, ma non è esente da peccati e deve purificarsi. Rispondendo a chi gli chiedeva se oltre alla quantità sia necessaria anche la qualità nella presenza cattolica nel continente nero, il Papa ha osservato che anche la chiesa non è "una società perfetta". Piuttosto che la purificazione delle strutture - ha indicato - occorre però "una purificazione dei cuori". Benedetto XVI ha anche parlato dell'aggressività dei nuovi movimenti protestanti: "E' vero - ha ammesso - in Africa ci sono problemi con le sette. Noi non annunciamo miracoli o prosperità, al contrario di loro". Tuttavia, ha spiegato, queste nuove chiese sono "molto instabili" e il cattolicesimo può fronteggiarle grazie alla sua struttura e alla sua unità. "Abbiamo una rete - ha concluso - che supera il tribalismo". Durante la conferenza stampa a bordo dell'aereo in viaggio verso la capitale del Camerun, il Papa ha poi lanciato un appello alla solidarietà internazionale perché non lasci sprofondare l'Africa sotto il peso della crisi economica. Benedetto XVI ha però ribadito che il mondo della finanza e dell'economia devono ritrovare la centralità dell'etica. "Questa crisi economica - ha osservato - è il prodotto di un deficit dell'etica". Benedetto XVI ha anche annunciato che di questo parlerà nella sua prossima enciclica. "Era quasi pronta - ha rivelato - ma poi è intervenuta la recessione globale e abbiamo dovuto rilavorarci proprio per offrire un messaggio all'umanità in questa congiuntura".

14 gennaio 2009

per sognare nonostante la guerra


Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

09 gennaio 2009

FATTO PROPRIO BENE....LA MAESTRA UNICA E I PAESI DEL MONDO



da crozza italia

SERGIO PIRO




Addio a Sergio Piro, uno dei padri della psichiatria italiana
Aveva da poco compiuto 81 anni. Lo ha trovato morto la moglie Maria alle 23 e 30 di mercoledì. Era seduto alla scrivania, come se stesse ancora studiando. È stato storico collaboratore di 'Repubblica'
di Giuseppe Del Bello

Sergio PiroSeduto alla scrivania, davanti allo schermo del computer e appoggiato allo schienale della poltroncina. Così lo ha trovato la moglie Maria alle 23 e 30 di mercoledì. Composto e sereno. Come se stesse ancora studiando. E invece Sergio Piro, uno dei padri della psichiatria italiana, era spirato pochi minuti prima. Probabilmente ucciso da un infarto che ha avuto la meglio sul suo cuore malandato e per due volte salvato dal bisturi.Aveva da poco compiuto 81 anni. Con lui, nato a Palma Campania nel ‘ 27, non solo scompare lo scienziato che, per primo sul finire degli anni ‘60, trasferì al sud le rivoluzionarie teorie di Franco Basaglia per una psichiatria diversa, non più ispirata a quel domicilio coatto che si chiamava manicomio.Con Piro, storico collaboratore di "Repubblica", se ne va il mordace intellettuale che aveva combattuto e ancora si dava da fare in nome della giustizia sociale, a difesa dei diseredati e per veder riconosciuti i diritti dei deboli. Pur di portare avanti un progetto alternativo di cura, dopo aver abbandonato l'università nel ‘65, non aveva esitato a scontrarsi con il potere istituzionale che gli fece pagare cara la sua temerarietà licenziandolo, nel febbraio del ‘69, dall'ospedale Meterdomini di Nocera Inferiore che dirigeva da dieci anni.Spirito indagatore della psiche umana, Piro è stato punto di riferimento per migliaia di pazienti con i quali soleva condividere la malattia mentale. Ed è proprio per questo tratto amicale e privo di susseguo che si era conquistata fama tra le gente e, anche, più di un'antipatia professionale. Per lui era fondamentale perlustrare la frontiera espressiva della follia nel tentativo di tradurne il linguaggio "diverso" che ne derivava.Dopo l'infanzia trascorsa in Sardegna, si trasferì a Napoli, dove si laureò nel ‘51 e mosse i primi passi come volontario della clinica delle Malattie nervose, per specializzarsi in neuropsichiatria a Cagliari con una tesi sulla "Semantica del linguaggio schizofrenico". Per dieci anni (dal ‘59 al ‘69) diresse lo psichiatrico Materdomini di Nocera Superiore dove diede il via alla "comunità terapeutica", la seconda dopo quella di Basaglia a Gorizia.
Membro della segreteria nazionale di Psichiatria democratica dal ‘ 76 all'81, diresse la terza unità del "Leonardo Bianchi" dal ‘74 al ‘75 e, successivamente, lo psichiatrico Frullone. Piro è stato anche direttore del centro ricerche sulla psichiatria dall'80 e docente di Psichiatria dall'83 al ‘91."Piro non è stato solo uno psichiatra, ma un costruttore lucido di libertà e democrazia", ha scritto in una nota la Cgil Campania, mentre per Vincenzo Siniscalchi ex deputato e componente del Consiglio superiore della Magistratura "la scomparsa di Piro priva Napoli di una delle sue più alte espressioni intellettuali"."E' stato anche un uomo di sinistra e grande intellettuale libero da schemi e da ideologismi", ha commentato l'assessore alla Politiche sociali Giulio Riccio.Il sindaco Iervolino ha sottolineato il ruolo di "studioso che, rivoluzionando i principi della psichiatria, ha riaffermato la dignità di vita dei malati". E infine Rino Colavecchia, presidente dell'Afasp (sofferenti psichici) ha ricordato il "contributo spontaneo per la nascita e lo sviluppo dell'associazione".

15 novembre 2008

piccolo ricordo della mia adolescenza....telemeno

29 ottobre 2008

SOLIDARIETA' ALLA FAMIGLIA MORSELLO

Antonella Morsello
Figlia di
Martino Morsello
Vita Marrone
C/da Strasatti, 697
91025 Marsala (TP)
345/2403335
A Sua Santità
Il Sommo Pontefice Benedetto XVI
00120 Città del Vaticano

E p.c. Presidente della Repubblica Italiana
Giorgio Napolitano

A Tutti gli Organi d Stampa





Amatissimo Padre, mi chiamo Antonella Morsello, figlia di Martino e di Vita Marrone, da otto giorni i miei genitori attuano lo sciopero della fame, protestano per la mancata applicazione da parte del Tribunale di Marsala della Legge 102/92 “Norme concernenti l’attività di acquacoltura”. La mia famiglia, compresi i miei due fratelli, svolgeva fino a poco tempo fa un’attività onesta e dignitosa quale è l’allevamento di pesci, un’azienda agricola a tutti gli effetti, purtroppo per colpa di Magistrati e Giudici che non applicano correttamente la legge la nostra azienda è stata ingiustamente dichiarata fallita. Alla luce di tutto ciò, essendo cristiana, mi chiedo e Le chiedo se è giusto essere cristiani in una società come la nostra dove lo Stato che dovrebbe tutelare il diritto di ogni cittadino nel rispetto delle leggi viene rappresentato da persone che fanno e interpretano le leggi a loro piacimento e scopo , quindi sarebbe forse meglio essere cristiani e potenti allo stesso tempo? Purtroppo la mia è un umile famiglia che crede ancora ai valori di questa società, calpestati e derisi pur essendo nel giusto, umiliati e mortificati anche dalle istituzioni dove si è bussato per chiedere aiuto. Da anni in risposta solo silenzio, da otto giorni neanche quello, Sua Santità Le scrivo per ribadire che sono veramente preoccupata sia per la sorte del futuro della mia famiglia in campo lavorativo che per la salute di ogni membro che la compone, ormai l’irraggiungibile rassegnazione fa da padrona. Le voglio fare leggere il seguente verso tratto dal libro “Il manuale del guerriero di luce” di Paulo Coelho : “IL guerriero della luce si preoccupa di coloro che pensano di conoscere il cammino .Questi sono così fiduciosi della propria capacità di decidere da non avvertire l’ironia con cui il destino scrive la vita di ogni essere umano: e protestano ogni qualvolta l’inevitabile bussa alla porta. Il guerriero della luce ha i suoi sogni. Sono i sogni a farlo procedere. Ma egli non commette mai l’errore di pensare che il cammino sia facile e la porta sia larga. Sa che l’Universo funziona in modo identico a quello dell’Alchimia. “Solve et Coagula”, dicevano i maestri. “Concentra e disperdi le tue energie, secondo la situazione”. Ci sono momenti in cui è necessario agire, e altri in cui si deve accettare. Il guerriero sa fare questa distinzione”.
La mia famiglia non potrà mai accettare lo sbaglio di un magistrato di turno e confido in un Dio misericordioso che possa dare Luce alla coscienza di questi esseri umani convinti di essere superiori ai loro “fratelli”.

Affettuosi saluti.




Marsala 29/10/2008



Antonella Morsello

28 ottobre 2008

Difendiamo i diritti umani




Nel 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

nel 60° Anniversario della Costituzione della Repubblica Italiana

nell'Anno Europeo per il Dialogo Interculturale

la Tavola della pace, Libera e Strada Facendo

ti invitano a partecipare all'Assemblea nazionaledalle nostre città al mondo


Difendiamo i diritti umani!

Realizziamo la Costituzione

Scriviamo insieme l'Agenda politica dei diritti umani

sabato 8 novembre 2008

dalle 9.30 alle 18.00Roma Nuovo Cinema Aquila, Via L'Aquila 68


Qualunque sia il centro del tuo impegno socialese ti occupi di persone anziane,

bambini e bambine, persone con disabilità, lavoratori, disoccupati o precari, migranti, rifugiati, emarginati, carcerati, minoranze o se ti occupi di povertà, salute, guerre, educazione, pace, disarmo, informazione, acqua, lavoro dignitoso, lotta alla mafia e alla criminalità organizzata, discriminazioni, ambiente, beni comuni, nonviolenza, legalità, pari opportunità, partecipazione, democrazia,...

vieni anche tu!!!


Le adesioni vanno indirizzate alla Tavola della pace, via della viola, 1 (06100) Perugia 075.5736890 - Fax 075.5739337 segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it Per informazioni rivolgersi a:Libera 06.69770326 - organizzazione@libera.it - www.libera.itCoordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza, 348.8017108 - 06.44230395 segreteria.coordinamento@cnca.it - www.cnca.itGruppo Abele, 011.3841073 - universtrada@gruppoabele.org www.gruppoabele.orgTavola della pace, 075.5736890 - segreteria@perlapace.it - www.perlapace.it

20 ottobre 2008

per sorridere un pò


Un mio caro amico mi ha inviato questo simpatico VIDEO, o meglio, questa simpatica canzoncina....con i tempi che corrono è abbastanza attuale, per quanto sia molto triste la vicenda politica che stiamo vivendo, questa canzoncina è davvero forte....a Nina è piaciuta e sorride ogni volta che la sente....
ORA E SEMPRE RESISTENZA!!

10 ottobre 2008

Attacco alla pedagogia: ultimi aggiornamenti dall'italia

Il comunicato stampa che alleghiamo ha due motivi che lo rendono un documento di rilevante interesse e che chiama tutti ad una riflessione. Si sono dimessi dall’Osservatorio ministeriale sull’integrazione scolastica del Ministerro dell’Istruzione due pedagogisti, che come sanno tutti quelli che si interessano di handicap, sono massimi esperti oltre che divulgatori scientifici del settore.
La seconda considerazione riguarda il gesto delle dimissioni. In Italia non siamo abituati a tanto.
Se ciò è avvenuto è un merito di chi ha compiuto un gesto così raro, ma è anche demerito di chi ritiene di fare a meno di risorse scientifiche così importanti.

Inviato: Dom Ott 05, 2008 11:30 am Oggetto: Canevaro - Ianes: Dimissioni dall'Osservatorio Integrazione Scolastica degli alunni con disabilità del Ministero della Pubblica Istruzione

Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti.
Queste politiche scolastiche sono evidentemente gestite da finalità economicistiche, per risparmiare: ma questo avverrà sulle spalle delle famiglie, sulla pelle degli alunni e sulla credibilità della Scuola pubblica, come la vuole la nostra Costituzione.
In questo clima di "produzione sociale di ostilità, diffidenza, tensione", anche la Pedagogia subisce un violento attacco.
Nel clima di rinnovato rigore scolastico, chi viene additato come responsabile dello sfascio, oltre naturalmente ai fannulloni? L'ideologo dei fannulloni e dei lassisti: il pedagogista, il pedagogista di Stato, la pedagogia, il pedagogese... Chi perdonava tutto, chi non ha polso, chi comprende tutto invece di punire, chi non ha le palle per imporsi, chi ci affumica con discorsi fumosi pseudofilosofici, chi non dava importanza alle discipline, il pedagogista debole, che ha indebolito la Scuola Italiana, ecc.
Ecco, a questo clima di strisciante, ma non troppo, denigrazione, come pedagogisti non ci stiamo. E non ci stiamo neppure ad essere membri di un Osservatorio per l'integrazione Scolastica degli alunni con disabilità di un Ministero della Pubblica Istruzione che si comporta nei fatti come stiamo vedendo, e come risulterà ancora più evidente nei prossimi mesi.
Forse la Ministra Gelmini sta cercando una nuova squadra di esperti che legittimi la sua visione (?) dell'integrazione? Non sarà facile trovarli tra i pedagogisti speciali, se sapranno leggere tra le righe della sua dichiarazione in occasione della sua audizione alla Camera: "E' nello stesso spirito, nello spirito di una scuola che sia realmente per tutti, che affermo il diritto all'istruzione di chi presenta abilità diverse. Gli obiettivi didattici, le metodologie e gli strumenti devono essere personalizzati e coerenti con le abilità di ciascuno per definire i livelli di apprendimento attesi. Molte sono le buone pratiche costruite su competenza, professionalità, disponibilità e impegno delle diverse componenti scolastiche, dagli insegnanti di sostegno agli insegnanti curricolari, dai dirigenti scolastici alle associazioni. Occorre far tesoro dall'esperienza. Il mio impegno è indirizzato ad ascoltare le esigenze, le criticità, le proposte delle famiglie e di tutte quelle realtà associative che si occupano di disabilità al fine di individuare insieme anche percorsi formativi più adeguati al bisogno con la necessaria flessibilità, superando le rigidità che non sono coerenti con l'azione educativa".Con queste righe ci dimettiamo dunque dall'Osservatorio per l'integrazione scolastica del Ministero della Pubblica Istruzione e confermiamo il nostro continuo impegno per migliorare la Qualità dell'inclusione degli alunni con Bisogni Educativi Speciali.
Andrea Canevaro e Dario Ianes

27 agosto 2008

IL PAPA' DI NINA.....